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Aprire un sito di aste al ribasso: aspetti legali

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Rispetto ad un anno fa aprire un sito di aste al ribasso dal punto di vista economico è diventato non più convenientissimo soprattutto se si spera di fare soldi facili con il minimo di investimento.

L’aumento esponenziale dei siti di aste al ribasso non ha coinciso con un aumento altrettanto esponenziale dei giocatori a causa della normale diffidenza che gli stessi giocatori nutrono nei confronti di tali nuove modalità di acquisto tramite internet.

Questo articolo è scritto e pensato per tutti coloro che avessero l’intenzione di aprire un sito di aste al ribasso e brancolassero nel buio alla ricerca di una normativa latitante e che non avessero trovato ancora sulla rete tutte le risposte utili per intraprendere quest’ avventura.

Cominciamo con il dire che aprire un sito di aste al ribasso significa costituire un vero e proprio sito di e-commerce con necessaria apertura di partita IVA, iscrizione alla camera di commercio e dichiarazione di apertura di attività da fare al comune di appartenenza.

L’e-commerce è, infatti, sottoposto ad alcuni vincoli giuridici che devono essere osservati diligentemente. Innanzitutto, occorre seguire le prescrizioni indicate dal decreto legislativo 1 marzo 1998, n. 114; infatti, l’articolo 18 prevedendo la “vendita per corrispondenza, televisione o altri sistemi di comunicazione”, comprende tutte le ipotesi di vendita al dettaglio attraverso un sito Internet.

La norma precisa che, per avviare l’attività di commercio via internet, si deve dare comunicazione preventiva (Modello COM6) al Comune nel quale l’esercente ha la residenza, se persona fisica, o nel quale è fissata la sede legale, se persona giuridica. Trascorsi 30 giorni dal ricevimento della comunicazione da parte del comune, qualora non sia pervenuto parere ostativo, l’attività può essere iniziata, sulla base del c.d silenzio assenso. I siti di aste al ribasso non si sottraggono affatto a questa normativa anche se quello che vendono sono pacchetti informativi non potendosi vendere direttamente prodotti tramite il sistema delle aste perché vietato dalla normativa.

In effetti in materia non esiste una normativa chiara e precisa e si resta sempre in attesa di un intervento risolutorio. A questi primi passi burocratici segue la creazione di un sito che sia all’altezza di garantire trasparenza ed affidabilità a tutti gli utenti che volessero cimentarsi su questo nuovo modo di acquistare al prezzo unico più basso e i necessari contatti con grossisti e fornitori che possano farvi avere i prodotti sotto costo per garantirvi un minimo utile. Ciò che in queste poche righe vogliamo consigliarvi è quello di valutare bene come investire il proprio denaro perché non tutto ciò che si dice in giro è vero.

L’idea che si possa diventare ricchi attraverso la gestione di un sito di aste al ribasso è una chimera che và senz’altro sconfessata. Un sito di aste al ribasso che voglia diventare un buon sito di aste deve preventivare un investimento notevole che sarà ammortizzato solo nel corso del tempo. La creazione di un sito di aste al ribasso serio con un investimento importante alle spalle e con un organizzazione stabile deve costituire il passaggio obbligato per portare sempre più giocatori a cimentarsi su questo nuovo modo di acquistare al prezzo unico più basso e non una falsa idea di ricchezza per gestori sprovveduti.

Fonte: Bidinfo

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